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**BIOGRAFIA— ENRICO ANTONIO CAMERIERE**
**Nato a Reggio Calabria il 17 gennaio 1961**
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**FORMAZIONE E PRATICA CINEMATOGRAFICA (1980-1995)**
Enrico Antonio Cameriere ha completato la propria formazione presso Albedo Cinematografica di Milano, dove ha studiato sotto i maestri Giuseppe Bertolucci, Renato Berta e Roberto Perpignani.
Da Berta (DOP di Godard, Resnais, Chabrol) ha ereditato il rigore della composizione e il realismo poetico. Da Perpignani (montatore di O. Welles e dei fratelli Taviani) compreso il ritmo respiratorio del cinema e l'essenza del "taglio" psicologico. Da Di Carlo ( aiuto regista di Pasolini e collaboratore storico di Antonioni), mentore fondamentale, la ricerca antonioniana dell'essenzialità e il dialogo tra immagine cinematografica e pittura metafisica.
Ha inoltre frequentato stage tecnici specialistici con Vittorio Storaro (tre Oscar — Apocalypse Now, Reds, L'ultimo imperatore), approfondendo la cinematografia cromatica dove ogni colore è emozione e ogni ombra è conflitto. Ha frequentato ulteriori stage con Garrett Brown (Shining, inventore della Steadicam, pluripremiato dall'Academy) e Marcello Gatti (La battaglia d'Algeri), approfondendo la gestione dinamica della macchina da presa e la fisica del movimento.
La formazione è stata completata dalla pratica sul set come Assistente Operatore in film di Gianni Amelio (Colpire al cuore, 1983, in concorso a Venezia) e in una pellicola prodotta da Bernardo Bertolucci (Io con te non ci sto più, 1984, 20th Century Fox).
Il suo primo incarico come Direttore della Fotografia è stato il lungometraggio La signora Marta (1983, regia A. Tibaldi) con Lou Castel e Lucia Vasini, dove ha messo in pratica direttamente la metodologia acquisita.
Ha consolidato una metodologia basata sulla "luce della realtà" e sulla comprensione dell'intenzione psicologica oltre la scena — principi che guidano ancora oggi il suo lavoro fotografico.
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**LAVORO CONTEMPORANEO E PRATICA AUTORIALE (2020-2026)**
Cameriere lavora come fotografo d'autore e creativo visivo, concentrandosi su progetti di ricerca che esplorano il confine tra performance, corpo e trasformazione.
**Progetto LIMES - La Metamorfosi del Gesto** (2024-2026) — Un corpus fotografico in bianco e nero che indaga il parallelismo tra il palcoscenico teatrale e il ring di boxe. Il progetto esplora la preparazione e il rito della trasformazione — spogliatoi, fasciature, momenti di concentrazione silenziosa — come specchio dell'interiorità performativa. Le immagini sono costruite attorno alla drammaturgía dell'ombra e alla luce radente, focalizzate sul gesto come registro della metamorfosi psicologica del corpo nello spazio.
**Sviluppo del progetto:**
Il progetto si sviluppa attraverso collaborazioni con attori e performer del teatro italiano contemporaneo. Una fotografia del corpus sarà utilizzata nella comunicazione visiva di un laboratorio teatrale contemporaneo (maggio 2026). Ulteriori sessioni fotografiche con professionisti della scena teatrale sono in fase di definizione.
Il progetto si sviluppa attraverso collaborazioni con attori e performer del teatro italiano contemporaneo. Una fotografia del corpus sarà utilizzata nella comunicazione visiva di un laboratorio teatrale contemporaneo (maggio 2026). Ulteriori sessioni fotografiche con professionisti della scena teatrale sono in fase di definizione.
**Pratica letteraria e multimediale:**
Cameriere è autore di romanzi, testi teatrali e saggistica pubblicati (Gli incantatori di fotoni, Ucciderò Piero Pelù, No Hurricane e La Polvere del Deserto, tra gli altri). Cinque suoi componimenti poetici sono stati selezionati e inseriti in un'opera multimediale a cura della poetessa Alda Merini, testimonianza del dialogo fra il suo linguaggio visivo e la ricerca narrativa.
Cameriere è autore di romanzi, testi teatrali e saggistica pubblicati (Gli incantatori di fotoni, Ucciderò Piero Pelù, No Hurricane e La Polvere del Deserto, tra gli altri). Cinque suoi componimenti poetici sono stati selezionati e inseriti in un'opera multimediale a cura della poetessa Alda Merini, testimonianza del dialogo fra il suo linguaggio visivo e la ricerca narrativa.
**Strumenti e metodo:**
Lavora con Sony A7R III in RAW, sviluppando un linguaggio visivo basato sulla ricerca della materia nel bianco e nero — texture, contrasto drammatico, assenza di sentimentalismo. La sua tecnica riflette la formazione cinematografica: ogni immagine è composta come una inquadratura, non come uno scatto.
Lavora con Sony A7R III in RAW, sviluppando un linguaggio visivo basato sulla ricerca della materia nel bianco e nero — texture, contrasto drammatico, assenza di sentimentalismo. La sua tecnica riflette la formazione cinematografica: ogni immagine è composta come una inquadratura, non come uno scatto.
**Influenze e riferimenti:**
La sua pratica è formata dal confronto diretto con Gianni Amelio, regista con cui ha frequentato ripetutamente il set e da cui ha appreso la profondità dello sguardo psicologico sull'attore. Un incontro storico con Samuel Fuller durante le riprese di Colpire al cuore (1982) — documentato nella foto sul set e nella circolazione editoriale ufficiale del film — ha rappresentato un momento di contatto diretto con la "forza d'urto del racconto" che Fuller rappresenta.
La sua ricerca contemporanea è inoltre nutrita da un dialogo trasversale con il cinema d'autore (Bertolucci, Kubrick, Coppola, Scorsese) e la ricerca musicale (Joy Division, Brian Eno, Talking Heads).
Ciò che unifica questi riferimenti è l'indagine sulla trasformazione psicologica del corpo nello spazio — il modo in cui la crisi e il rito alterano la percezione della realtà. Questa ricerca è documentata anche nella sua opera letteraria Gli incantatori di fotoni.
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**ISTRUZIONE E FORMAZIONE**
Diploma di Direttore della Fotografia (Albedo Cinematografica, Milano)
Laurea in Scienze Politiche
Maturità Classica (1979)
Laurea in Scienze Politiche
Maturità Classica (1979)
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Frammenti d'origine: Narvalo e l'ombra di Edward G. Robinson.
Appunti di luce a bordo copione. Questa pagina invertita al negativo è il seme da cui è germinato Arturo Catalano. Schizzi originali per la fotografia del film con Lou Castel e Lucia Vasini, poi trasfigurati nella narrazione di 'Ucciderò Piero Pelù'.
Qui, il bianco della carta diventa abisso nero, per assecondare la deriva di Arturo e il respiro malevolo del suo alter ego. È dove la regia incontra la parola, e l'immagine si fa destino..